Danni da allagamento e accertamento responsabilità attraverso modelli matematici

Un caso studio sull’utilizzo di modelli matematici per l’accertamento di responsabilità di danni da allagamento

Il caso di studio riguarda una causa per danni da allagamento di interrati in seguito ad un evento meteorico intenso, che ha coinvolto, oltre che i danneggiati, l’azienda gestore delle acque nere, il comune in qualità di gestore delle acque bianche e il consorzio di bonifica in qualità di gestore del corpo idrico ricettore della rete delle acque bianche, nonché il consiglio di bacino in qualità di ente che pianifica gli interventi di messa in sicurezza e le rispettive assicurazioni.

La causa, per la quale abbiamo svolto il ruolo di Consulenti Tecnici d’Ufficio (CTU), era di una certa rilevanza perché avrebbe potuto innescare una serie di richieste di danni da parte di altri cittadini che subirono gli stessi danni ma che ancora non avevano proceduto, probabilmente a causa della situazione intricata dal punto di vista delle competenze dei vari enti delegati alla gestione delle diverse reti.

In particolare, tra i quesiti posti dal giudice, quelli che hanno richiesto l’approfondimento oggetto di interesse sono i seguenti:

Letti gli atti ed i documenti tempestivamente depositati, acquisite le necessarie informazioni anche presso terzi, il consulente:

3. Valuti se le opere idrauliche siano sottodimensionate rispetto alle necessità dei luoghi ovvero se presentassero problemi di funzionamento legati alla non corretta manutenzione;
4. Valuti quali siano le cause dell’allagamento degli immobili degli attori, chiarendo in particolare se il fatto sia addebitabile a problematiche inerenti il sistema fognario delle reti bianche e nere, agli impianti di sollevamento o agli scoli consortili. Nel caso l’allagamento sia dovuto a un concorso di cause, specifichi il grado di rilevanza di ciascuna

In seguito alla presentazione della bozza di perizia del CTU, nella quale è stato adottato un metodo di verifica idraulico basato sulla valutazione a moto uniforme della capacità di deflusso delle portate nelle sezioni idrauliche principali della rete e concordato congiuntamente con i consulenti di parte. Taluni consulenti di parte hanno ritenuto in sede di osservazioni alla bozza del CTU di adottare diverso modello di analisi con ciò discostandosi da quanto originariamente concordato, adottando una base topografica propria e utilizzando un modello monodimensionale a moto vario per la propagazione delle portate in rete.

Tali consulenti hanno adottato il medesimo modello EPA-SWMM, aspetto che permette il confronto scientifico dei risultati.

Tuttavia, analizzando gli elaborati nel dettaglio, in particolare le consulenze di parte del Consorzio e del Comune, l’interpretazione dei risultati ottenuti con il medesimo modello EPA-SWMM conduceva considerazioni diametralmente opposte:

  • CTP n.1 asserisva che la condotta fognaria bianca lavora in pressione sia a scolo pieno che a scolo vuoto, provocando in ogni caso tracimazione ed allagamento per le aree oggetto di interesse.
  • CTP n.2 ammetteva, al contrario, che si avverino fenomeni di condotta in pressione ed effetti di flushing solo in occasione di scolo pieno.

Tali circostanze e la necessità di rispondere adeguatamente alle osservazioni dei consulenti ha imposto la necessità di approfondire ulteriormente il fenomeno adottando una modellazione di rango superiore fondata sull’analisi bidimensionale a moto vario, fisicamente basata su un complesso modello topografico delle aree adiacenti ai locali allagati, in forza del quale le concause sono state accertate in modo:

  1. Fisicamente basato
  2. Oggettivo
  3. Riproducibile

Con questo approccio è stato implementato un modello idraulico della rete delle acque meteoriche che tenesse conto non solo della capacità di deflusso delle condotte appartenenti agli Enti chiamati in causa, ma anche delle modalità con cui le portate in eccesso possono inondare le aree ad esse circostanti in occasione dell’evento oggetto di studio.

Al fine di valutare l’effetto delle singole criticità che sono intervenute nel corso dell’evento, sono state svolte 3 simulazioni distinte:

Condotta fognatura bianca ostruita al 30%, scolo ricettore pieno

Condotta fognatura bianca ostruita al 30%, scolo ricettore pieno come un livello di ragionevole franco, quindi in condizione di buon funzionamento

Condotta fognatura bianca in perfetta efficienza, scolo ricettore pieno come un livello di ragionevole franco, quindi in condizione di buon funzionamento

Mediante la modellazione bidimensionale a moto vario dell’area, è stato possibile individuare un indicatore di allagabilità in forza del quale le concause sono state accertate scientificamente.

In particolare, l’effetto della concausa, dovuta all’insufficienza dello scolo ricettore, è stata facendo la differenza tra il volume di allagamento della simulazione 1 e quello risultante dalla simulazione 2, dividendolo per il volume totale risultante dalla simulazione 1.

Analogamente, l’effetto dell’ostruzione della condotta è stato depurato del contributo all’allagamento causato dal funzionamento non ottimale delle condotte di lottizzazione che, anche con fosso ricettore pieno e condotta comunale in piena efficienza non sarebbero state in grado di convogliare a valle la precipitazione caduta nei relativi bacini scolanti, come risulta dalla simulazione n.3.

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