Rischio idraulico e idrogeologico

Valutazione della pericolosità e del rischio idraulico ed idrogeologico, delle criticità della rete idraulica

La gestione del rischio idraulico

Mitigazione del rischio idrogeologico in località Molade di Lentiai

RISK MANAGEMENT

Nel contesto generale di "Risk Management", una volta individuato il rischio vengono sviluppate le strategie per governarlo. Esse sono quindi rivolte alla riduzione dei fattori che contribuiscono alla sua determinazione.

Come detto si può agire sulla riduzione del pericolo, realizzando interventi strutturali o di regimazione delle acque che si dividono in:

  • Interventi "attivi" finalizzati all’aumento della capacità di deflusso del corso d’acqua o della rete, argini, muri, aumento della sezione di deflusso
  • Interventi "passivi" finalizzati alla riduzione delle portate liquide e solide in arrivo Bacini di laminazione, canali scolmatori, invarianza idraulica

In alternativa si può agire per ridurre il danno potenziale attraverso interventi "non strutturali", che si suddividono in:

  • Pianificazione territoriale compatibile
  • Sistemi di monitoraggio previsione allerta
  • Piani di protezione civile

Abbiamo esperienza su morfologia fluviale, gestione delle risorse idriche, progettazione e direzione lavori di opere idrauliche. Ci occupiamo inoltre di protezione e salvaguardia di infrastrutture da rischio idraulico specie in zona montana e prevenzione del rischio di alluvione per straripamento dei corsi d’acqua, grazie alla progettazione ed alla realizzazione di opere e strutture dedicate.

Rischio idraulico e idrogeologico

Tool PGRA da noi sviluppato

Scopri il tool PGRA che abbiamo sviluppato, basta seguire i passaggi per trovare le informazioni da noi elaborate.

I nostri servizi correlati

Tutte le fasi di intervento che può effettuare Studio API per la gestione professionale del rischio idraulico e idrogeologico.

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Informazioni generali

Alcune informazioni che possono tornare utili in merito alla gestione del rischio idraulico e idrogeologico in Italia.

PGRA: Piano Gestione Rischio Alluvioni

mitigazione del rischio idraulico

Aggiornamento 2021-2027: cosa viene introdotto

La Conferenza Istituzionale Permanente dell’Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali del 21 dicembre 2021 ha adottato il primo aggiornamento del Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni (PGRA) per il periodo 2021-2027.

L’entrata in vigore del primo aggiornamento del PGRA, in seguito alla pubblicazione in GU n.29 del 4 febbraio 2022, comporta il completamento e superamento delle previsioni del Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) per quanto riguarda la definizione della pericolosità e del rischio idraulico includendo anche le aree a pericolosità geologica caratterizzate da possibili fenomeni di colata di detrito.

I documenti che compongono il piano sono piuttosto corposi e si compongono di una parte descrittiva e di una parte cartografica. Il cuore del Piano sono le Norme tecniche di Attuazione (NTA) di cui all’Allegato V, che contengono indicazioni prescrittive per i nuovi strumenti urbanistici comunali e per le pratiche edilizie.

Le nuove norme introdotte dall'aggiornamento del  PGRA

La consultazione delle nuove norme introdotte dall’aggiornamento del PGRA è sicuramente complessa e la sua applicazione richiede figure professionali competenti e formate, l’utilizzo di software specifico ed esperienza in materia.

Noi di Studio API abbiamo cercato di sintetizzare i punti principali in modo sicuramente non esauriente ma che consenta di approcciarsi al tema con le idee forse un po’ più chiare. Per rispondere alle molte richieste e domande che ci stanno arrivando in questo periodo abbiamo pensato di pubblicare il seguente TOOL realizzato sulla base dei contenuti riportati agli articoli 9, 10, 11, 12, 13 e 14 delle NTA. Seppur si tratti di una semplificazione del contenuto delle norme, speriamo possa essere di aiuto ed orientamento per avere una prima idea sulla procedura da seguire per adeguarsi alla nuova normativa.

Grado di rischio e informazioni preliminari necessarie per utilizzare il Tool PGRA

Grado pericolosita PGRA Studio API

Esempio consultazione portale per rilevamento grado pericolosità

Fase 1
Localizza il tuo intervento nella cartografia visitando il seguente link: https://sigma.distrettoalpiorientali.it/sigma/webgisviewer?webgisId=38

Attenzione: il link potrebbe cambiare nei prossimi mesi perché l’ADB sta aggiornando la pagina

Fase 2
Annota il grado di pericolosità del territorio in cui ricade il tuo intervento.

Fase 3
Utilizza il tool da noi realizzato e rispondi alle domande.

Grado pericolosita PGRA Studio API

Esempio consultazione portale per rilevamento grado pericolosità

NTitoloCommittenteParere DAOAnnoInterventi di mitigazione
1Verifica di compatibilità idraulica come da art.10 NTA del PGRA nell'ambito dei Lavoridi rifacimento del ponteID 534 sultorrente Musonnelcomune di Monfumo(TV)–lungo la SP01“Mostaccinprovincia di Treviso (TV)favorevole2023non presenti
2Studio idraulico finalizzato alla ridefinizione delle aree di pericolosità indicate nel Piano di Gestione del Rischio Alluvioni (PGRA 2021 - 2027) ai sensi dell' art. 6 b1 delle N.T.A.Istituti di Soggiorno San Gregorio (TV)favorevole2023in corso di progettazione
3Proposta di aggiornamento della mappatura della pericolosità idraulica lungo l'asta del torrente Rova in comune di Agordo secondo l’art. 6 c. 4 delle NTA del PGRAComune di Agordo (BL)favorevole2023non presenti
4Proposte di mappatura della pericolosità idraulica in area di attenzione nel comune di Valdobbiadene secondo l’art. 6 c. 4 delle NTA del PGRA.Istituti di Soggiorno San Gregorio (TV)favorevole2023non presenti
5Verifica di compatibilità idraulica nuovo impianto di produzione di Biogas condotta sulla base della scheda tecnica di cui all'Allegato A punti 2.1 2.2 delle NTA di PGRA 2021-2027 del Distretto Alpi OrientaliOrizzonte srl Maserada sul Piave (TV)favorevole2023non presenti
6Verifica di compatibilità idraulica nuovo impianto di digestione anaerobica condotta sulla base della scheda tecnica di cui all'Allegato A punti 2.1 2.2 delle NTA do PGRA 2021-2027 del Distretto Alpi OrientaliSocietà Agricola Vio Antonio e C. Eraclea (VE)favorevole2023non presenti
7Piano di Gestione del Rischio Alluvioni - PGRA. Proposta di aggiornamento della pericolosità idraulica ai sensi dell'art. 6 comma 1 lettera B1 delle Norme Tecniche di Attuazione nel comune di S. Stefano di CadoreUnione Montana Comelico (BL)favorevole2022in corso di realizzazione
8Proposta di aggiornamento del Piano di Gestione del Rischio Alluvioni - PGRA in Comune di Val di Zoldo (località Ciamber) ai sensi dell'art. 6 delle Norme tecniche di AttuazioneComune di Val di Zoldo (BL)favorevole2022in corso di progettazione
9Proposta di aggiornamento del Piano Stralcio per l'Assetto Idrogeologico (PAI) del bacino idrografico del fiume Piave ai sensi dell'art.6 delle N.T.A. Ridefinizione delle aree di pericolosità idraulica area Vallazza comune di AllegheComune di Alleghe (BL)favorevole2021realizzati

Scopri con il nostro tool la nuova normativa PGRA

    Seleziona la tua area

    ATTENZIONE: Nei casi dove le NTA sembrano non consentire l’intervento o la nuova previsione urbanistica in realtà non è previsto alcun provvedimento ostativo ma si entra nell’ambito delle misure di mitigazione, in particolare si cita quanto dichiarato dall’Autorità Distrettale stessa nelle FAQ dello scorso 8 aprile 2022:
    “L'attestazione di un rischio specifico maggiore (si legga al rischio R2) non preclude di per sé l'intervento che, tuttavia, deve essere rivalutato nella sua realizzabilità a fronte dell'individuazione di opere di mitigazione o misure idonee a diminuire il rischio connesso.
    L'Autorità di bacino provvederà a rilasciare il proprio parere sulla verifica di compatibilità idraulica laddove chiamata a esprimersi all'interno di procedimenti preordinati al rilascio dei necessari titoli abilitativi”
    Una delle prescrizioni più frequenti è la richiesta di redazione della Verifica di Compatibilità Idraulica (VCI).

    Se nel tuo caso è prevista la redazione della Verifica di Compatibilità Idraulica puoi richiederci una consulenza

    ATTENZIONE: Le risposte fornite non hanno alcun carattere di ufficialità, in quanto si basano esclusivamente su elaborazioni condotte da Studio API in seguito alla lettura delle norme. Per ulteriori informazioni consultare i siti ufficiali.
    PGRA Studio API

    Studio idraulico finalizzato alla ridefinizione delle aree di pericolosità indicate nel Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI) del bacino idrografico del fiume Piave, ai sensi dell’art. 6 delle N.T.A. per la realizzazione di interventi di interesse pubblico in località Vallazza in Comune di Alleghe (BL) – Parere favorevole dell’Autorità Distrettuale Alpi orientali alla ridefinizione delle aree di pericolosità idraulica (11/2021)

    Aggiornamento del PGRA per interventi di mitigazione da realizzare

    In base all'art. 6 delle Norme Tecniche di Attuazione, le previsioni di piano possono essere oggetto di aggiornamento in seguito ad interventi di mitigazione del pericolo.

    Le Regioni, ai fini dell’acquisizione di un parere preventivo, presentano all’Autorità di bacino la documentazione di progetto e la valutazione delle nuove condizioni di pericolosità (All. A punto 1.1);

    • il Segretario Generale dell’Autorità di bacino convoca la Conferenza Operativa per l’acquisizione
      del parere preventivo sull’aggiornamento di Piano;
    • ultimati i lavori il Segretario Generale dell’Autorità di bacino, acquisito il certificato di collaudo/regolare esecuzione e verificata l’effettiva corrispondenza delle opere eseguite alle
      indicazioni contenute nel parere espresso dalla Conferenza Operativa, provvede secondo le
      modalità di cui al punto B2);

    B2) il soggetto proponente, a fronte di interventi già realizzati, presenta all’Autorità di bacino una
    proposta di aggiornamento del Piano corredata dalla documentazione di collaudo/regolare

    Servizi Studio API in relazione al Rischio Idraulico e Idrogeologico

    Rischio idrogeologico, quando rappresenta un problema?

    Il rischio diventa inaccettabile quando c’è la possibilità che un evento calamitoso (pericolosità) si verifichi in un posto in cui sono presenti elementi vulnerabili (danno potenziale).

    Per esempio, facendo riferimento alla seguente figura si può vedere come la realizzazione di una arginatura per proteggere un’area dall’evento di piena "A", (diminuzione della pericolosità), in seguito allo sviluppo di nuovi insediamenti (aumento del danno potenziale), conduce ad un aumento del rischio per l’evento "B"  meno probabile ma più distruttivo in seguito agli interventi edilizi. Pertanto, maggior protezione può portare a maggior rischio!

    rischio idraulico schema esempio pericolosità

    Maggior protezione può portare a maggior rischio (A. Nardini CIRF 2006)

    Rischio idraulico e difesa del territorio, le fasi di intervento

    1

    Modelli idrologici

    Esecuzione del rilievo completo della rete idraulica e analisi modellistica della rete idraulica.

    Individuazione delle principali criticità idrauliche in modo da valutare gli eventuali costi di adeguamento, prevenire possibili danni e pianificare eventualmente l'investimento basandosi su stime accurate ed affidabili.

    2

    Pianificazione territoriale

    Prevenzione, pianificazione e perizie specialistiche per aziende o enti, al fine di valutare eventuali rischi idraulici presenti nella zona di loro interesse, ad esempio per la costruzione o l’ampliamento di un nuovo stabilimento e per l’acquisto di un terreno.

    3

    Esecuzione e ripristino

    Effettuiamo consulenze per aziende pubbliche e private che hanno subito allagamenti o danni causati da fenomeni idrologici.

    Definiamo inoltre il ripristino della zona grazie alla progettazione e la costruzione di strutture idonee a far defluire l’acqua ed a prevenire danni futuri.

    Vuoi approfondire uno dei servizi o richiedere una consulenza?

    Come si ottiene la riduzione del rischio idraulico?

    La riduzione della pericolosità idraulica si ottiene attraverso una serie di strategie e interventi volti a prevenire o attenuare gli effetti di fenomeni idraulici avversi, come alluvioni o inondazioni. La gestione del rischio idraulico è un processo complesso che integra conoscenza scientifica, pianificazione urbanistica e interventi ingegneristici.

    Realizzazione lavori

    Ecco alcune azioni chiave per ottenere la riduzione della pericolosità idraulica:

    1. Studio e Monitoraggio del Territorio: Prima di qualsiasi intervento, è fondamentale avere una chiara comprensione delle dinamiche del territorio. Ciò comprende:
        • Studi idrogeologici e idraulici per comprendere il comportamento delle acque nel territorio.
        • Installazione di stazioni di monitoraggio per misurare costantemente i livelli idrici, le precipitazioni e altri parametri rilevanti.
    2. Manutenzione dei Corsi d’Acqua: La manutenzione regolare di fiumi e corsi d’acqua minori è fondamentale. Questo comprende:
        • Pulizia dei corsi d’acqua da detriti e sedimenti.
        • Rettifica e consolidamento delle sponde dove necessario.
        • Ripristino della vegetazione ripariale, che può stabilizzare le sponde e fornire una certa capacità di assorbimento delle acque.
    3. Costruzione di Opere Idrauliche: A seconda delle necessità, possono essere costruite diverse strutture per controllare il flusso delle acque, tra cui:
        • Diga e serbatoi, che possono raccogliere l’acqua in eccesso e rilasciarla gradualmente.
        • Canali di derivazione o di bypass per deviare l’acqua in eccesso.
        • Argini e muri di contenimento per proteggere specifiche aree.
        • Vasche di laminazione o bacini di espansione per contenere temporaneamente l’acqua in eccesso.
    Rifacimento ponti scalzati lungo la strada Gera Sopalu – Studio API
    Prospettiva cantiere Ru Secco torrente
    1. Pianificazione Urbanistica: La zonizzazione e la pianificazione territoriale giocano un ruolo cruciale.
      Alcuni approcci includono:
      • Limitare o vietare nuove costruzioni in aree ad alto rischio.
      • Creare aree verdi o parchi in zone inondabili, che possano temporaneamente ospitare acque in eccesso.
      • Promuovere la creazione di infrastrutture verdi, come tetti verdi e pavimentazioni permeabili, che possono contribuire all’assorbimento delle acque piovane.
    2. Sistemi di Allerta: Implementare sistemi avanzati di allerta e comunicazione può aiutare le comunità a prepararsi e reagire tempestivamente in caso di eventi idraulici avversi.
    3. Formazione e Sensibilizzazione: È essenziale educare la popolazione sul rischio idraulico, sulle azioni da intraprendere in caso di alluvione e sull’importanza della conservazione degli ecosistemi naturali come boschi e zone umide che svolgono un ruolo fondamentale nell’assorbimento delle acque piovane.
    4. Revisione delle Pratiche Agricole: La gestione sostenibile delle terre agricole, come l’adozione di tecniche di conservazione del suolo, può ridurre il deflusso superficiale e l’erosione, contribuendo a diminuire il rischio idraulico.
    5. Ripristino degli Ecosistemi Naturali: Zone umide, paludi e mangrovie possono agire come “spugne”, assorbendo e rilasciando lentamente l’acqua, riducendo così il rischio di inondazioni.

    L’implementazione di queste strategie, spesso in combinazione, può aiutare significativamente a ridurre la pericolosità idraulica e a creare comunità più resilienti e preparate ad affrontare eventi idraulici avversi.

    Prospettiva cantiere Ru Secco torrente

    Come si valuta il rischio idraulico?

    La valutazione del rischio idraulico è un processo multidisciplinare che prende in considerazione sia gli aspetti legati alla possibilità di occorrenza di un evento idraulico avverso (es. un’inondazione) sia gli effetti potenziali di tale evento sul territorio e sulla popolazione.

    La valutazione del rischio idraulico si svolge attraverso diverse fasi:

    Mitigazione del rischio idrogeologico in località Molade di Lentiai
    1. Definizione dell’Area di Studio: Si individua il territorio o il bacino idrografico di interesse, considerando le sue specifiche caratteristiche geomorfologiche, geologiche, idrologiche e antropiche.
    2. Identificazione e Analisi delle Fonti di Pericolo: Si analizzano le cause potenziali di inondazione, come piogge intense, malfunzionamenti di infrastrutture (diga, argini), fenomeni di risalita del livello del mare, ecc.
    3. Studi Idrologici: Attraverso modelli idrologici, si valuta come la pioggia si trasforma in deflusso, determinando la portata dei corsi d’acqua in funzione della frequenza dell’evento (es. evento con tempo di ritorno di 10, 50, 100 anni).
    4. Studi Idraulici: Con modelli idraulici, si simula la propagazione dell’acqua nei corsi d’acqua, nelle pianure alluvionali o nelle zone urbane, per determinare le aree che potrebbero essere inondate, la profondità dell’acqua e la velocità del flusso.
    5. Mappatura delle Zone a Rischio: Sulla base dei risultati delle simulazioni, si elaborano mappe delle aree inondabili per diversi scenari di rischio, che mostrano le zone potenzialmente inondate e i relativi livelli d’acqua.
    6. Valutazione della Vulnerabilità: Si analizza la vulnerabilità delle infrastrutture, delle abitazioni, delle attività economiche e della popolazione nelle aree a rischio. Si considerano aspetti come tipologia di costruzioni, densità di popolazione, presenza di servizi essenziali, ecc.
    1. Quantificazione del Rischio: Combinando la mappatura delle zone a rischio con la valutazione della vulnerabilità, si può quantificare il rischio idraulico in termini di potenziali danni economici, impatti sociali e persino perdite di vite umane.
    2. Analisi Costi-Benefici: Si valutano i potenziali costi degli interventi di mitigazione del rischio rispetto ai benefici in termini di riduzione dei danni potenziali.
    3. Misure di Mitigazione: Sulla base della valutazione del rischio, si definiscono le strategie e le misure più appropriate per ridurre il rischio idraulico, che possono includere opere di ingegneria, piani di evacuazione, regolamentazioni urbanistiche, ecc.
    4. Coinvolgimento delle Parti Interessate: La partecipazione delle comunità locali, delle autorità, degli esperti e di altre parti interessate è fondamentale per garantire che la valutazione del rischio idraulico sia accurata e che le misure di mitigazione siano efficaci e accettate dalla popolazione.

    Infine, è essenziale che la valutazione del rischio idraulico sia un processo dinamico, periodicamente aggiornato per tener conto di nuove informazioni, cambiamenti climatici, sviluppi urbanistici e altre variabili che possono influenzare il rischio nel tempo.

    Quali sono i territori più a rischio in Italia?

    L’Italia, a causa della sua conformazione geologica, geomorfologica e climatica, è uno dei Paesi europei più esposti a vari tipi di rischi naturali. In termini di rischio idraulico e idrogeologico, molte regioni italiane sono particolarmente vulnerabili.
    Realizzazione lavori

    Ecco una panoramica delle aree più a rischio:

    1. Pianura Padana: Questa vasta area pianeggiante, attraversata dal fiume Po e dai suoi numerosi affluenti, è soggetta a rischio di inondazioni, specialmente durante periodi di forti piogge e scioglimento delle nevi.
    2. Appennino Tosco-Emiliano e Tosco-Romagnolo: Sono zone con forte predisposizione a frane e smottamenti, soprattutto in presenza di piogge intense.
    3. Zone Costiere: Alcune aree lungo le coste italiane, come la Liguria e la Toscana, sono esposte a rischio di allagamenti e erosione a causa della combinazione di mareggiate e precipitazioni intense. La Liguria, in particolare, ha assistito a tragici eventi alluvionali nelle ultime decadi.
    Rifacimento ponti scalzati lungo la strada Gera Sopalu – Studio API
    Prospettiva cantiere Ru Secco torrente
    1. Regione Calabra e Siciliana: Anche se meno frequenti, le intense precipitazioni possono causare alluvioni lampo, in particolare nelle zone interne e montuose di queste regioni, dove i corsi d’acqua hanno tempi di risposta molto brevi.
    2. Vesuvio e Campi Flegrei: Oltre al rischio idrogeologico, queste zone sono note per il rischio vulcanico. La presenza di un vulcano attivo come il Vesuvio rende l’area circostante particolarmente vulnerabile.
    3. Isole minori: Alcune isole, come Ischia e Pantelleria, oltre ai rischi legati alla sismicità, possono manifestare fenomeni di subsidenza o erosione costiera.
    4. Centri storici: Molte città italiane, con centri storici situati in zone a valle o lungo i fiumi, come Firenze, Roma e Genova, hanno una storia di inondazioni in seguito a piogge intense.
    5. Regioni Alpine: Le zone montane del Nord Italia sono esposte al rischio di valanghe durante l’inverno e frane durante i periodi di pioggia.
    6. Zona dell’Aquila: Quest’area dell’Abruzzo, oltre al rischio sismico, presenta anche rischi idrogeologici legati a smottamenti e frane.

    È importante notare che l’esposizione al rischio in Italia non è solo il risultato di fattori naturali, ma è anche influenzata da fattori antropici, come l’urbanizzazione non regolamentata, la mancata manutenzione degli alvei fluviali, l’abbandono dei terreni agricoli in montagna e la realizzazione di infrastrutture senza adeguata valutazione del rischio.

    Le regioni e le autorità locali italiane hanno investito notevolmente negli ultimi decenni per mappare e mitigare questi rischi, ma la complessità geologica e climatica dell’Italia richiede una continua attenzione e aggiornamento delle strategie di gestione del rischio.

    Che relazione c’è tra pericolo e rischio?

    La distinzione tra “pericolo” e “rischio” è fondamentale nelle scienze della Terra, nella gestione delle catastrofi e in molti altri settori, compresa la sicurezza sul lavoro.

    Ecco la relazione e la differenza tra i due termini:

    Mitigazione del rischio idrogeologico in località Molade di Lentiai
    1. Pericolo:
      • Rappresenta un potenziale agente o una situazione che può causare danni alle persone, alle proprietà, all’ambiente o a qualsiasi altra cosa di valore.
      • È la sorgente o la causa potenziale di un danno. Ad esempio, un terremoto, una frana, una sostanza chimica tossica o un’attrezzatura difettosa possono essere considerati pericoli.
      • Il pericolo è un evento o una condizione intrinsecamente potenzialmente dannosa.
    2. Rischio:
      • Rappresenta la probabilità che un pericolo causerà effettivamente danni in un contesto particolare.
      • È una combinazione della probabilità di un evento pericoloso e delle sue potenziali conseguenze.
      • Si può pensare al rischio come al prodotto di tre fattori: la probabilità che si verifichi un evento pericoloso, la vulnerabilità delle persone o delle proprietà esposte e la magnitudine del danno potenziale.
      • Il rischio, quindi, è una stima dell’impatto potenziale e della probabilità di verificarsi di un determinato pericolo.

    Per esemplificare la differenza tra i due termini, consideriamo un vulcano attivo. Il vulcano rappresenta un pericolo perché ha la capacità di eruttare e produrre lava, ceneri e gas tossici. Tuttavia, se nessuna comunità o infrastruttura è presente nelle vicinanze del vulcano, il rischio associato all’eruzione potrebbe essere minimo. Al contrario, se una città si trova ai piedi del vulcano, il rischio è significativamente più alto perché le persone e le proprietà sono vulnerabili alle potenziali conseguenze dell’eruzione.

    In sintesi, mentre il “pericolo” descrive una potenziale fonte di danno, il “rischio” valuta la probabilità che tale danno si verifichi e l’entità del danno stesso in un contesto specifico.

    Qual è la percentuale di comuni italiani in cui sono presenti aree esposte a rischio idraulico e idrogeologico?

    In Italia, il rischio idrogeologico interessa quasi il 94% dei comuni e oltre 8 milioni di persone abitano nelle aree ad alta pericolosità. (https://www.eai.enea.it/archivio/l-italia-alla-sfida-del-pnrr/tutelare-il-territorio-dal-rischio-idrogeologico.html)

    Differenza tra prevenzione per prevenire il dissesto idrogeologico e prevenire rischio idraulico?

    La prevenzione del dissesto idrogeologico e la prevenzione del rischio idraulico sono concetti strettamente correlati, ma si focalizzano su aspetti differenti del problema e richiedono misure specifiche. Ecco una distinzione tra le due:
    Realizzazione lavori

    Prevenzione del dissesto idrogeologico:

    Il dissesto idrogeologico riguarda fenomeni come frane, smottamenti, colate rapide di detriti e erosioni, dovuti alla combinazione di fattori geologici, geomorfologici e idrologici.

    Misure preventive includono:

    1. Riforestazione e gestione del verde: La piantagione di alberi e la gestione della vegetazione possono stabilizzare il terreno e ridurre l’erosione.
    2. Opere di ingegneria naturalistica: Stabilizzazione di pendii e versanti con tecniche che utilizzano materiali naturali.
    3. Monitoraggio geotecnico: Installazione di strumenti per monitorare movimenti del terreno e possibili frane.
    4. Consolidamento di versanti: Questo può includere muri di contenimento, drenaggi o pali di ancoraggio.
    5. Regolamentazione dell’uso del suolo: Evitare costruzioni in aree a rischio di frana o erosione.
    Rifacimento ponti scalzati lungo la strada Gera Sopalu – Studio API
    Prospettiva cantiere Ru Secco torrente

    Prevenzione del rischio idraulico:

    Il rischio idraulico si riferisce principalmente alle inondazioni e allagamenti causati dal superamento della capacità di deflusso dei corsi d’acqua, dei canali o delle opere idrauliche.

    Misure preventive includono:

    1. Manutenzione dei corsi d’acqua: La pulizia e manutenzione regolare di fiumi, canali e reti di drenaggio possono prevenire ostruzioni e allagamenti.
    2. Costruzione di opere idrauliche: Questo può includere dighe, argini, bacini di laminazione e reti di drenaggio per controllare e indirizzare l’acqua.
    3. Sistemi di allertamento: Implementazione di sistemi di allertamento precoce specifici per inondazioni.
    4. Pianificazione territoriale: Identificazione e rispetto delle aree inondabili, evitando edifici o infrastrutture critiche in queste zone.
    5. Promozione di tecniche di ingegneria naturalistica: Come la creazione di zone umide e lagune costiere per attenuare le onde di piena.

    In sintesi, mentre la prevenzione del dissesto idrogeologico si concentra sulla stabilizzazione del terreno e sulla prevenzione di frane e erosioni, la prevenzione del rischio idraulico si focalizza sul controllo e la gestione delle acque superficiali per prevenire inondazioni. Entrambe le forme di prevenzione sono essenziali per proteggere le persone, le proprietà e l’ambiente nei contesti in cui questi rischi sono presenti.

    Vuoi approfondire uno dei servizi o richiedere una consulenza?