Opere di ripristino e riqualifica generale dei Serrai di Sottoguda in comune di Rocca Pietore (BL)
Dettagli di Progetto
Sintesi del progetto
Lunghezza del percorso
Dislivello
Larghezza minima
%
Pendenza media
- 5 ponti fissi con campata da 18 a 24 m
- 1 ponte autosollevante con campata 20 m
- fondazioni profonde per i ponti, costituite da 2.500 m di micropali di diametro 220 mm e lunghezza variabile da 8 a 20 m
- 320 m di passerelle a sbalzo in acciaio corten e legno di larice
- manufatto di sgrigliatura in loc. Malga Ciapela
- sistemazione Info Point ed edificio “servizi” in loc. Sottoguda
- nuovi sottoservizi per fognatura, acquedotto e cavidotti
- operre di sistemazione idraulica dell’alveo
Descrizione del Progetto
Come noto, la zona oggetto dei lavori è stata interessata dalla tempesta VAIA che, tra il 27 e il 30 ottobre 2018 si è abbattuta su gran parte dell’area dolomitico-prealpina veneta provocando allagamenti, frane e smottamenti, schianti di alberature e di formazioni forestali, danni da vento a linee elettriche e ad abitazioni.
Proprio il Comune di Rocca Pietore e quindi anche le zone tra Malga Ciapela e Sottoguda sono state interessate dai picchi più intensi con piovosità registrate anche di 30-50 mm in un’ora e valori complessivi di precipitazione dell’ordine di 600 ÷ 700 mm durante l’evento, per non parlare del vento che ha raggiunto velocità anche di 150 km/h.
Questo evento ha radicalmente cambiato l’assetto morfologico e idraulico dell’intera gola dei serrai con la distruzione di gran parte del tracciato esistente, l’innesco di fenomeni franosi perlopiù in terra nelle porzioni di monte e la forte accelerazione dei processi di innesco dei fenomeni di caduta massi.
L’obiettivo principale del progetto è stato quello di garantire la sicurezza del sito attraverso misure idrauliche e geologiche adeguate. Parallelamente, si è cercato di recuperare e valorizzare le caratteristiche naturali e paesaggistiche del luogo, che lo rendono una delle attrazioni più suggestive delle Dolomiti.
Entrando nel merito dei lavori la conformazione del percorso dei Serrai, che si snoda per circa 1,6 km, assicura il rispetto della naturale tendenza evolutiva del torrente Pettorina garantendone nel contempo la sicurezza idraulica.
Tali principi hanno condotto alla progettazione di un percorso che alterna segmenti in cui l’infrastruttura è trasparente rispetto alle piene, a segmenti in cui condivide con il torrente lo spazio ristretto all’interno della forra.
Il torrente Pettorina può raggiungere dei livelli idrometrici di oltre 6 m e una portata solido-liquida di 180 m³/s durante la piena bicentenaria, trasportando una notevole quantità di materiale solido, anche di grandi dimensioni, come verificato dalle numerose modellazioni idrauliche realizzate con i più recenti studi redatti dal TESAF e dal gruppo di progettazione e Direzione Lavori.
La tipologia di opere idrauliche previste, come muri, scogliere e soglie di stabilizzazione del fondo, consente di limitare pericolosi fenomeni erosivi e di far transitare verso valle le portate di piena, preservando il percorso e l’abitato di Sottoguda situato a valle.
La passerella sospesa a sbalzo sulla parete rappresenta l’unica soluzione per superare i tratti più stretti della gola, dove il torrente Pettorina in piena, tende a divagare occupando tutto lo spazio disponibile. Questa circostanza non permette la realizzazione di un percorso idraulicamente sicuro, se non tramite un’opera trasparente dal punto di vista idraulico, posta al di sopra del livello di massima piena previsto.
A causa della riduzione della pendenza rispetto al tratto a monte, in quest’area il torrente Pettorina tende a depositare ingenti quantità di materiale solido a causa del restringimento della sezione di deflusso nella strettoia di Scilla e Cariddi. Questo aspetto provoca, in caso di piena, il maggiore innalzamento del livello idrometrico in tutta la forra, superando i 6 metri.
In precedenza, la strada passava proprio sopra il torrente, che scorreva in tratti del tutto inadeguati per le portate che si sono verificate in occasione della tempesta Vaia, che sono sostanzialmente “esplose”, come la strada stessa.
Dal punto di vista geologico, tra i fenomeni presenti all’interno della gola spiccano per pericolosità quelli di crollo, vista la presenza di pendici rocciose subverticali che, di fatto, rappresentano la peculiarità stessa dei Serrai.

Per la mitigazione del rischio da caduta massi sono stati realizzati molteplici studi sintetizzati in uno specifico Atlante degli interventi, redatto in sede di progettazione esecutiva, ampliato ed aggiornato successivamente in sede di Direzione Lavori.
Il primo intervento, essenziale per l’accesso al sito, è stato il disgaggio delle pareti della gola per una superficie complessiva di più di 230.000 mq e realizzato anche su pareti con altezze fino a 200 m, in presenza di cascate e alberi schiantati. Successivamente, sono stati demoliti i blocchi instabili che non potevano essere consolidati, tra cui uno di ben 800 mc, e sono stati consolidati una quindicina di blocchi instabili mediante chiodature con barre d’acciaio e contenimento con reti metalliche.
L’evoluzione della gola, oltre che le evidenti difficoltà operative, ha comportato un continuo aggiustamento delle opere di consolidamento per un volume complessivo di roccia stabilizzata negli ultimi tre anni di lavoro pari a circa 2.000 mc. Si fa presente che gli stessi interventi sono stati realizzati nell’ottica di mitigare il rischio per caduta massi che di fatto non è possibile eliminare, in quanto il rischio zero non esiste. Gli interventi in progetto, quindi, non sono risolutivi in merito al rischio di crollo, ma servono a mitigare il fenomeno, limitando l’instaurarsi di eventi parossistici in maniera che il rischio sia controllato e gestito.
In merito a quest’ultimo punto è stato installato uno specifico sistema di monitoraggio su 5 grandi volumi di roccia sui quali non era possibile intervenire in nessun modo né con la demolizione né con il consolidamento. Lo stesso sistema, che ha comportato l’installazione di 26 fessurimetri lungo le principali discontinuità, è stato recentemente implementato ed è attualmente in fase di collaudo. Questo sistema permetterà la visualizzazione da remoto dei dati sugli spostamenti dei blocchi, consentendo una gestione più efficace del rischio di crollo.
In sintesi, gli interventi realizzati all’interno della gola sono stati concepiti principalmente per mettere in sicurezza le aree, al fine di mitigare al massimo gli effetti degli eventi parossistici legati ai recenti mutamenti climatici. In secondo luogo, mirano alla valorizzazione naturalistica e paesaggistica di un ambiente unico, creando un’opera all’avanguardia nel contesto montano.
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